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CFC in the News - 2011

Europa Quotidiano

La crociata delle magliette rosse

Aldo Maria Valli

18 agosto 2011

«Noi – dice Maria, madrilena, studentessa di scienze della comunicazione – crediamo in Dio e ci sentiamo parte della Chiesa, proprio come tutti questi ragazzi che sono arrivati a Madrid da ogni parte del mondo. E proprio perché ci crediamo, pensiamo che il sesso, come la vita, sia sacro, e dunque che ognuno si debba prendere cura non solo di sé ma anche degli altri, e dunque che l’uso del preservativo sia doveroso e raccomandabile. Per questo saremmo davvero lieti se il papa dicesse chiaramente che il condom salva vite umane».

I giovani con le magliette rosse non vogliono dar vita a una manifestazione antipapa. Anzi, precisano che loro, in quanto giovani e cattolici, si sentono protagonisti della Gmg, come tutti gli altri. Ma l’incontro fra i due gruppi non è facile.

Vedo infatti che quando i pro choiche si avvicinano ai papaboys, nove volte su dieci questi ultimi rifiutano i volantini e gli adesivi che raccomandano l’uso dei preservativi. Molti lo fanno gentilmente, con un sorriso, e solo pochi induriscono il volto, però il dialogo non c’è.

Già anni fa i Catholics for Choice inviarono al papa una lettera, intitolata “I buoni cattolici usano il preservativo”, ma anche in quel caso il dialogo non ci fu. Alla vigilia della Gmg l’associazione ha inoltre chiesto il permesso di poter appendere sui muri di Madrid cartelloni per pubblicizzare la propria proposta, ma le autorità cittadine hanno detto no sostenendo che i messaggi sarebbero stati offensivi per il papa. «Ridicolo», ha ribattuto l’associazione.

La controversia sul condom e la dottrina cattolica è di antica data, e non saranno certo i volantini dei ragazzi con la maglietta rossa a risolverla, però spiace vedere giovani cattolici (quelli con la maglietta rossa e quelli con lo zainetto) non entrare in dialogo e restare separati per una questione di idee. In mezzo ai tanti incontri e alle tante catechesi che si tengono in questi giorni, forse non sarebbe stato male organizzare anche una tavola rotonda, o qualcosa di simile, per mettere a confronto le posizioni, magari, perché no, con la partecipazione di almeno uno degli ottocento vescovi presenti e di almeno qualcuno degli ottomila sacerdoti che sono già arrivati in città.

L’arcivescovo di Madrid ha detto che chi confesserà il reato di aborto durante la Gmg otterrà l’assoluzione, qualunque sia il confessore, in deroga alla regola secondo cui questo peccato può essere rimesso solo da un vescovo.

Visto che è stata fatta un’eccezione in questo campo, se ne poteva forse fare un’altra e mettere a confronto i ragazzi con la maglietta rossa e quelli con lo zainetto. Per questi giovani i tempi dell’Humanae vitae di Paolo VI sono lontanissimi e probabilmente non sanno nulla del dibattito di quarant’anni fa. Questo non è però un buon motivo per tacere su un problema che continua a condizionare i cattolici nel rapporto con il sesso.

This article was originally published by Europa Quotidiano.